Corrado, un Rombo di Tuono!

Si racconta a noi, un uomo che ha saputo davvero dare voce al tuono.

Corrado Comanzo, biker di lunga data e patron dell’acclamatissimo evento ROMBO DI TUONO, si racconta svelandoci i passi più importanti che lo hanno portato a diventare uno degli organizzatori più amati.

Corrado, raccontaci cosa ha fatto scattare la scintilla che ti ha portato a diventare Harleysta?

Successe a metà anni novanta nei pressi di Desenzano, avevo un appuntamento di lavoro ed ero anche in ritardo, ad un incrocio un tipo in sella ad una moto mi si parò davanti al muso dell’auto bloccandomi la strada, imprecando tra me e me mi fermai, dopo poco un gruppo di qualche centinaio di moto, Harley, transitò davanti a me. Fu solo in seguito che venni a sapere di un importante raduno HOG in zona e solo qualche anno dopo conobbi il motociclista che mi bloccò la strada. Il mitico Cristian “il Verza” dell’Emilia Road Hog Chapter. La scintilla scattò in quel preciso istante.

Quali sono le moto che hanno accompagnato la tua passione in questi anni fino ad oggi?

Un po’ come tutti dopo il classico motorino che puntualmente veniva smontato e rimontato con alterne fortune nel cortile di casa seguì l’età dell’adolescenza e delle immense compagnie su una Vespa 125 Primavera, allo scoccare dei 18 anni e qualche cambiale sono arrivati nell’ordine: due Kavanove, il primo nulla di che ma il secondo, un testa nera, un vero missile con i colori della Lotus JPS (nero e filetti oro), scarichi liberi Marving 4 in 1, mezzi manubri, sella scamosciata panna e cerchi in lega dorati, andava come un treno.

Poi nell’ordine: Honda 350 Four, Honda Cx 500 e Honda Cb 750 Four nel mio periodo più irrequieto fonte inesauribile di preoccupazioni per i miei genitori., ero una vera e propria mina vagante. Poi il periodo custom: Honda Shadow 600, H-D Softail Custom 1340, Road King 1450, un Softail Springer del 2002, due Street Glide, tre Electra Glide Ultra Classic, due Sportster 883 e attualmente un Road Glide.

Come nasce l’idea di Rombo di Tuono e come sai passato dall’idea a quella che ormai è una consolidata realtà?

Cosa c’è di più bello di un viaggio in moto condiviso con persone che hanno la stessa passione, nacque con quello spirito il primo Rombo di Tuono nel 2001, un run. Era il 9 settembre, due giorni dopo il mondo brutalmente si risvegliò con l’attacco alle Torri Gemelle a New York, tutto cambiò e non fu più lo stesso. In quel primo run vi presero parte una sessantina di moto ma in strada sembravano oltre cento. Nel 2005 però ci rendemmo conto che la cosa ci stava sfuggendo di mano, un run di 88 miglia con arrivo a Manerba del Garda dove avevamo allestito un’area con vari stand, una buona dozzina di customizer, musica dal vivo e spiedo per tutti. Al via vi presero parte oltre un migliaio di moto, un vero delirio in strada che ci mise seria difficoltà. Forse era meglio fermarsi prima che qualcuno si facesse male. Ne seguì un anno sabbatico dove pensavamo ritirarci in buon ordine. Ma stare con le mani in mano non era per noi, raccogliemmo il coraggio a due mani e con molta incoscienza, visto anche l’enorme impegno economico, si decise di partire con un progetto più strutturato con un evento indoor nella Fiera di Brescia. Soddisfazioni e lacrime ci hanno accompagnato fino ad oggi. Quest’anno Rombo di Tuono si appresta a tagliare il traguardo della 20° edizione. Ci apprestiamo a preparare qualcosa di epico da ricordare, anche perché potrebbero essere la fine di un ciclo.

Quale è stato il viaggio o l’evento che ricordi con maggior emozione?

Tutti, per me anche poter fare il solo giro dell’isolato in moto è qualcosa di straordinario. Ricordo i tanti Faaker See sotto i diluvi universali, un bellissimo viaggio in Umbria con Treno e Cesare del Rombo di Tuono., il Super rally di Paliano. Uno in particolare no, ne ricordo parecchi con molto affetto per quello che mi hanno fatto vivere e le emozioni che mi hanno regalato.

Grazie a Rombo di Tuono hai la possibilità di entrare in contatto con tutte le varie componenti che formano un evento pubblico di questa portata (officine, costruttori, merchandising…) Quale ritieni possa essere il comune denominatore?

Tengo a precisare che io sono un piccolissimo ingranaggio senza particolari meriti o doti, in un meccanismo straordinario, molto più grande e importante, dove il comune denominatore principale è la “Passione” con la P maiuscola. Popolato da persone che grazie a quella e al proprio talento hanno dato vita a realtà professionali che lo fanno vivere. Ogni ambito ha la sua peculiarità, ogni realtà ha la sua importanza, viviamo la nostra passione con assoluta libertà e coerenza è una delle poche cose vere che ci restano.

Quali sono i prossimi eventi che hai in programma in cui poterti incontrare? A quale evento invece non hai ancora partecipato e ti sei ripromesso di visitare?

Il primo sarà sicuramente il 13 aprile alla Riding Season degli Hells Angels Milano all’idroscalo, sono alla 31° edizione, la storia. A fine giugno Sporty Meeting, Festa Bikers a fine agosto e Punta Bagna a inizio luglio tanto per citare quelli imperdibili che mi vengono in mente. Un evento a cui non ho ancora partecipato è il Corrado Run, partire senza una metà precisa e fermarsi solo a far benzina con la mia Springer, chissà se mai un giorno vi riuscirò.

Senza sogni non si vive, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sempre che i sogni non si tramutino in incubi….scherzo. Il mio sogno? Quello di aver la forza di stringere un manubrio tra le mani ancora per molto tempo.

C’è qualcosa che non ti abbiamo chiesto e che avresti voluto ti fosse chiesto?

Chi te lo fa fare tutto questo “sbattimento”? Torno al punto 5….la passione, l’unico carburante che muove tutto e che ci fa sentire vivi.

Ancora grazie a Corrado per la disponibilità e la simpatia che lo contraddistinguono e grazie, soprattutto, per l’impegno inossidabile che dimostra nel dar voce a tutti i gruppi, aziende e preparatori uniti dalla stessa passione.

Una voce che suona come un rombo… un ROMBO DI TUONO!!!

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